Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Mattutino d'estate
Placido vento mattutino: tu sgombri il cielo
dalle soffici coltri di nuvole bianche,
il flauto suoni alle spighe mature dei campi
e agli oleandri in fiore! Tra le persiane
socchiuse, soffiando sul suo viso profumato
di sonno, lievemente svegli chi ancora sorride
nel sogno. Hanno riverberi di mare
le sue pupille appena aperte!
Ancora un poco e griderà di gioia
e il mare le scolorirà la voce, la risacca
chiuderà le sue orme sulla sabbia.
Scaverò nella miniera del suo cuore
e se il tempo scoverò come orizzonte
che cancella ogni forma e colore,
vestirò la nera ombra di malinconia.
Pure se vivo è ancora in te il ricordo,
rammenterai come crescevo i giorni
nel vapore della solitudine di meriggi
estivi colmi di letture e trilli di cicale,
seduto all'ombra di un carrubo.
Asciutto è ormai il pozzo dove attinsero
acqua nelle ore dure di scirocco
quelle donne dal vestito nero. Quel che resta
è solo polvere di sogno, quel che lascio
è a metà tra rammarico e oblio. Passerà l'estate!
Anche questa estate, dunque, passerà....
passerà, ma nulla si perderà!
A Tina Giacona e a Teresa D'Angelo
