Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Madre
Madre,
l'immagine tua innervata
sempre nel cuore e negli occhi,
alla memoria spesso mi porta
gesti e discorsi ripetitivi,
come solo i vecchi sanno fare,
così ossessivi.
Ora, non più giovane,
madre, ti direi
di indugiare pure a frugare
come un tempo nella tua
borsa alla ricerca ansiosa
delle chiavi che temevi
smarrite o a parlarmi
della sofferenza e paura
che maliziosamente le vicine
di casa ti procuravano
nella tua solitudine.
Sarei
come il bimbo che vuole
sempre ascoltare la stessa
fiaba con le medesime
invariabili parole.
La luce
che dal tuo marmo s'irradia
mi spinge a vivere il presente
cogliendo l'eternità nell'istante,
oscuro attimo della vita,
attento a non disperderla
nella notte del futuro,
a dirigerla dentro di me
per non restare al buio
come ai piedi del faro.
