Poesia di Vincenzo Fiaschitello
L'ovile che non c'è più
Salivano all'ovile le greggi,
le pecore pregne per ultime,
più lente, più pazienti e attente
a offrire l'erbetta fresca
al piccolo agnello in grembo
che quasi già belava e chiedeva
il verde del prato e della primavera.
Al calar della sera,
i cani sulla soglia attendevano
il pastore che contava le sue pecore.
Un riflesso di luna ora accarezza
quella casa cadente, chiusa
nel silenzio e nella solitudine,
né un belato d'agnello, né un latrato,
né un lamento di pastore o suono di zufolo.
