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ombre
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Isis, ombre oltre la tragedia

Sei passato, fanciullo, tra ombre
terribili che si avventavano
sulle pareti della cameretta. Era un gioco,
allora, di curiosi animali e mostri inesistenti.
Nelle notti estive, al chiarore della luna,
scure ombre ondulate il sottile velo
della realtà laceravano, minacciose
si posavano ovunque e si dileguavano
solo chiudendo le palpebre.
Ombre che dai corpi si staccavano,
distillando terrori nella solitudine.
Nulla al confronto di oggi, attorno a noi
ombre strisciano come scie di morte
che chiudono il nostro quotidiano
vivere in dolorosa ansietà senza fine.
Ombre, assoluto male irrazionale,
che come acque di un fiume limaccioso
travolgono ogni certezza, cancellando
ogni senso alle parole, abusate e violentate.
Ombre, soffi implacabili di vento fuggiti
dal fondo animale degli uomini, che rendono
ancora più scuro e meschino questo
villaggio dello spazio chiamato terra.