
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Libertà: nel giorno della memoria
Facevamo volare aerei di carta
e correvamo anche noi inseguiti
dal vento, fino alle case dove
il respiro dei vivi benevolmente
ci attendeva. Non potevamo
immaginare quando quel beato ciclo
di vita si sarebbe chiuso per sempre.
A gran passi avanzavano le assenze,
ma noi continuavamo a portare a spasso
i nostri pensieri di bambini, tenendoli
quasi per gioco al guinzaglio come cani.
Gli ultimi balconi del palazzo Tasca
murati per la guerra, finita da poco,
li spianammo noi, giorno dopo giorno,
come bisogno segreto indecifrabile
di luce e di libertà. Atti che ci accomunarono
inconsapevolmente ad altri bimbi della nostra
età, che altrove amarono lo stesso cielo,
l'azzurro del mare e il volare liberi
come farfalle. Volarono sì, ma come polvere
dispersa dai camini di morte dei campi
di Mauthausen, di Auschwitz, di Dachau.
Luna, lanterna della notte, mai ti stancasti
di contare i giorni e le ore che mancavano
alla libertà di quei pochi che poterono tornare!
