Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il signore di Roma di bianco vestito
Mi dici spesso come mal sei messo
per quei tuoi lamenti dispersi ai venti.
Ma non vedi che il cielo piange
che la neve si scioglie e il mare avanza
che il tempo più di prima è tiranno
che ogni notte la civetta allunga
il suo verso alla finestra mia serrata
che il popolo di Dio è come il ragno
che sbava e tesse fili di geometrica astuzia
per cogliere in fallo ogni giorno
il signore di Roma di bianco vestito?
