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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il muro del convento


Quel mattino che il vento visitava
con prepotenza porte e finestre di casa,
i tuoi occhi parlavano di morte.
Ragazzo ti vidi partire per cogliere
l'ultimo abbraccio del padre
dalle mani ruvide e bruciate dalla calce.
Sotto un sasso entro una piccola buca
nel muro centenario del convento
un biglietto deposi con parole
di ingenua dolcezza per il nonno,
là dove speravo che nemmeno il vento
osasse frugare.
Quello fu il tempo in cui passando di là
non mancavo mai di volgere lo sguardo
al mio segreto.
Nelle notti d'autunno quando il vento
violento rapiva a ciuffi le foglie
degli alberi dei giardini o d'inverno
quando i tetti delle case grondanti
d'ogni lato acqua che inondava
strade e vicoli,temevo di perdere
ciò che più amavo.
Ma il muro non crollava.
Scomparve un giorno alla mia vista
la buca quando operai chiusero
ogni ferita dell'antico muro
per maggior decoro del convento.
E più non vi tornai!