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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
I ponti


Che impresa quella di Grillo
che già coi bianchi capelli
d'un balzo è volato, facendo
onore al suo nome, dalla costa
di Calabria a quella di Messina!
Io che non sono pratico di nuoto
preferisco pensare al ponte
che sin da ragazzo ho sempre
sognato. Ma i ponti, si sa, a volte
crollano. E questo dello stretto
non ha proprio retto nemmeno
in fase di progetto.
E che dire d'altri ponti?
Un ponte è tale se unisce due sponde,
due cuori, due anime, due destini.
Prendete allora il ponte matrimoniale.
Se un tempo una campata annunciava
qualche crepa, il buon senso o l'amore
-perché no?- aggiungeva un po' di malta
e ferro e tutto tornava come prima.
Un tempo! Oggi i crolli sono tanti.
Ma che razza di ingegneri abbiamo?
Forse i più esperti sono emigrati
tra le fila di gente fuori legge.
Sono infatti i ponti tra mafia e camorra,
tra evasori e corrotti finanzieri
a durare a lungo forti e saldi.
Antaura, antico demone dell'emicrania,
mi fa paura: se continuo ancora
su questa strada davvero ricca
di perfetti ponti (lontano da me ogni
riferimento alla gomma del ponte
di Brooklyn!), verrà di certo a visitarmi.