
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Gli stivali di gomma
Dopo l'ansia struggente,
scrutando per lungo tempo
il cielo carico di nubi,
il fanciullo gioiva all'arrivo
della piovosa sera, pronto
a mettere alla prova
i suoi stivali nuovi nell'acqua
che scorreva lungo il ciglio della via
o nelle ampie pozzanghere
dove ristagnava.
Una dolcezza inerte, dolorosa,
nel cuore.
Le stelle dal cielo scese,
generosamente accese,
brillavano sul viscido asfalto
dove scivolava il lunghissimo
autunno, allegro come ragazzo,
e pure austero e immobile.
Tempo di scuola temibile
che pesava come macigno
sul suo libero vivere, sui suoi
passi di gomma che sfidavano
il silenzio dell'infinito.
