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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Favignana III

Arsa è la terra che affiora
da questo nervoso mare,
arsi i miei ricordi, estremi
epigoni di un tempo coagulato.
Basta il viso intravisto di anziana
donna e già il desiderio irrefrenabile
di sapere se da ragazza per caso
la vide passare, le parlò, le sorrise,
quando prima dell'ultima ronda
portava il nero pane di guerra
al marito guardiano del carcere,
recluso tra i reclusi.
Su questo roccioso deserto
i miei occhi di bambino la videro
di corsa al triste rombo della mitraglia
per giungere alla casa intatta
tra macerie e rovine attorno.
Si nascose il giorno infine
e con la notte il buio succhiò
nel sonno ogni paura del bambino.
A lei, anche di futura solitudine
si gonfiava il cuore!