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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Don Romero

Ad ogni leggera brezza persino
i leoni di pietra dalle enormi
narici aperte sembrano respirare
beatamente l'intenso odore
dell'effimero gelsomino.
Entro una bolla di silenzio
vivo con il peso di una inquietudine
che nel cuore ristagna.
Orda di sogni, moltitudine che il tempo
ha nel nulla consunto, volti spersi
nella bruma, di voi ho fame e sete!
Un misuratore ho costruito di idee
emozioni pensieri, poi mi accorgo
che è simile a un semplice occhiale
colorato che mi inganna.
Forse il vero è il fiore di cardo,
il fiore di agave di queste colline
sul mare sospese, o forse il soffio
distante anni luce dalle silenti stelle.
Oh, agostiniana interiorità così
vicina, così lontana!
Un tempo potevo dire:" Padre,
quando è ai piedi dell'altare, accanto
a Dio, preghi per me!"
Oggi non posso più dirlo a don Romero,
venuto da un paese lontano, che ha
grossa pancia, viso rubicondo e spesso
con fare giocondo le ragazze abbraccia.