
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Contavamo le stelle
Supini, con gli occhi verso
il blu cobalto del cielo
contavamo le stelle.
Gioie ammassavamo,
come grano nel granaio,
nel timore del sopraggiungere
di tempi bui. Anche l'autunno,
leggero come volo di farfalle,
adagiato se ne stava accanto
ai nostri cuori.
E tu pensavi d'essere curiosa
come gli angeli che spalancano
le ali e volano a guardare
come culla una madre il suo bambino.
E io pensavo allo scorrere
delle brevi stagioni che vanno
a morire una sull'altra.
E tu pensavi a quel sorriso ultimo
che avresti serbato per me.
E io pensavo a te, acqua dolce
e salata che il fiume conosce alla foce,
alle lacrime che t'avrei procurato
per riempire le buche degli anni.
