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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Casina del gallo

C'era un luogo nel mio paese
dove fanciulli appuntamento
ci davamo nelle lunghe estive
interminabili ore pomeridiane.
Si esplorava il campo adiacente
una antica villa che chiamavano
Casina del gallo,della gialla
acetosella l'agro sapore si gustava.
Piccole zolle i più fortunati
scartavano di gomma da masticare,
americana perché diffusa
tra i militari americani che solo pochi
anni prima correvano le nostre strade.
D'un tratto piovevano dall'alto
della piccola collina i primi sassi
e iniziava una furiosa sassaiola
tra due squadre casualmente formate.
Al tramonto tra sudore e sangue rappreso
qualcuno abbandonava la partita
e fuggiva a casa.Era il segnale di bonaccia
e di lì a poco il campo lasciavamo
alle coppie di innamorati che giungevano
fin là appena un miglio dalle loro case.
Un gallo cantava al sole che tra le nubi
declinava all'orizzonte,ancor nel cuore
tanta baldanza.
A sera la luna aizzava gli amori visitando
le verdi finestre della Casina del gallo sbilenche,
imbrunendo la siepe che il bel cancello orlava.
Non so più quante sparse pupille amiche
sono chiuse da lungo tempo!