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Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Casamatta di Sicilia

Quattro soldati stavano

a guardia della casamatta:

accanto tra i lunghi filari

di carrubi e di mandorli

viveva appena un piccolo

albicocco solitario.

Quando s'apriva la sera estiva

posato a terra il moschetto

scuotendo i rami quei militari

mordevani i frutti:

fame di pane, fame di pace,

brama d'amore, aria inebriante

di casa lontana, sogni di monti

innevati,di pallidi laghi dorati.

Una donna di nero vestita,un pezzo

di carruba in bocca, biascicava

una preghiera per quei giovani

che con ansia scrutavano

il mare in lontananza che presto

avrebbe vomitato uomini e ferro

nel luglio del quarantatre.