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Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Parole, vascelli notturni

Talora le parole, bucate
da invisibile mano
che nell'aria disegna
cerchi concentrici
come sull'acqua un sasso
scagliato dalla riva di un fiume,
le parole-dico-il primitivo
senso perdono. Forse poco male
se pronuncio: casa cuore sale,
ma se dico: io amore dolore
dio,mi si spengono nel vuoto
o nell'abisso di un sogno.
Parole traforate,somiglianti
alle sagome di legno ritagliate
per gioco dall'abile seghetto del fanciullo,
agli anelli di pasta siciliana,
a sfrangiati coralli.
Pure hanno movenze misteriose,
allusioni grondano e illusioni,
non posso che chiedere
il loro aiuto nell'incessante
risacca del mio respiro
all'ombra della vita.
Parole, vascelli notturni
sulle acque vaganti
dalle vele squassate dal vento,
sul far del giorno l'approdo
attendo con infinita ansia.