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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Avevi mani d'aurora

Non è una bianca veste
la neve che la terra ricopre,
ma è la vita nuda che scopre
se stessa per farsi amare di più.
Eri come la neve, eri come il mare
bramoso di essere navigato, Euridice!
Il libro su cui lasciammo il caldo
delle nostre mani continuerà
ad esistere anche senza di noi,
dietro il diafano vetro della biblioteca,
eco della nostra felice solitudine.
Avevi mani d'aurora, Euridice,
avevi occhi che vedevano il domani
e scuri erano i tuoi capelli rapiti dalla notte.
Ora vento è la tua anima, vagante gelida
fiammella, splendente al bivio
di due strade, l'una verso il cielo
l'altra verso l'abisso.
Il tuo corpo, inesistente nella carne,
alito di debole fuoco, è custodito
nell'eternità in un tempo
che più non si lascia numerare
in ore e giorni e anni.

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