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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il male

Ognora il male non ci ignora,
ci avvolge nei suoi marosi,
ci dice non è niente, ma intanto avanza
pur se a passo di danza.
Porta il colore dell'ardesia,
il colore dell'abisso dell'Averno:
hai dentro già il tuo inferno
che rode la carne e disossa.
Dimentica il verde della panchina
e del viale dell'olmata,
ti resta appena il giornale del mattino,
dove leggi tutto il male della terra.
Me ne vado, giorno dopo giorno,
felice d'aver letto Ciullo d'Alcamo e Petrarca,
di aver baciato l'amata sulla complice barca
cullata dalle azzurre onde del mare.
Itaca, zampillo di rupe in mezzo
al mare tempestoso, sai aspettare
chi con ardore ti cerca.
Tu già possiedi Euridice, un tempo
leggenda di bellezza, ora semplice
velo trasparente a ricoprire
ossa senza guscio.