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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Euridice

Vedo vele spinte dal vento
correre veloci,
tutto il giorno a spiare
i segreti delle spumose onde del mare.
Corrusco il tramonto
le richiama nello stesso porto
a dormire, tra lacrime di sale,
arrotolate accanto alla bandiera.
Indugia ancora l'autunno,
ma pronto è il commiato a far posto
a giorni illividiti dell'inverno.
Niente miete la mia mente,
se non il sogno della notte in cui vidi
il tuo corpo fatto aria, la luce
dei tuoi occhi, il mare del tuo amore
che la mia barca lieta solcava.
Funesto il vento che arretrare
mi fece dalle tue braccia tese
verso di me, Euridice!

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