Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Autunno
Autunno autunno, triste età
dell'uomo,quanti volti mi riporti
agli occhi e pianti e gioie.
Come vibra ogni fibra della mia carne
al ricordo della tua saggezza intrecciata
come il bianco merletto che sempre
portavi al collo: buon odore delle tue mani,
luce che attorno con dovizia spargevi,
pazienza regale che adornava il tuo esistere.
Tu contavi le remote stelle del firmamento
che solo gli dei possono conoscere,
tu contavi i fiori delle siepi che solo le api
visitano numerandoli ad uno ad uno.
Stupivano le tue certezze il mio animo
allora come ora che ho il cuore diviso
fra il tempo caduco e l'eternità.
Ora che non ci sei più,non sogno
più nemmeno quel piccolo cunicolo
di giardino di zagara e gelsomino ornato.
Niente è più come una volta e il mondo
mi è straniero.
Mi siede accanto la tua ombra, che cavalca
la mia malinconica solitudine desolata,
sulla tua bocca un silenzio leggo:
ascolta il vento della sera e affidagli
ogni dolore che sgretola e punge
amaramente i tuoi rugosi giorni.
