Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Amandomi dimenticami
A sera un brontolio di cielo
scende cupo al mio orecchio
agglutinando spezzoni del mio io,
sommersi d'ansia memorie e mille
realtà virtuali tagliuzzate in ore e giorni.
Non è facile sfuggire al mio
presente remoto. Incomprensibili
parole, grammatica, sintassi,
soffiate dal saggio Donato, vigile
custode di morta lingua, goccia
a goccia si distillano in versi bislacchi:
poche metafore create, tutte non più
che poveri balocchi. Chissà quanto sonno
dorme tra le tue orecchie inanellate!
Un cielo carico di grigie nubi
all'orizzonte pesa su prati fioriti
di gialle margherite, docili annuiscono
al vento onnipotente padrone
incontrastato delle segrete vie dell'aria.
Ma tu, amandomi dimenticami,
ricordo-tarlo di un tempo lontano.
