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vitaliano brancati
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Vitaliano Brancati a Marzamemi

Ardeva per giorni interi
la fornace a forma di nuraghe,
una fila di carri tirati da muli
scalpitanti sostava in attesa
del bianco carico di calce
ancora tiepida.
Avevano mani segnate da profondi
solchi, mani che macchiavano
di bianco ciò che toccavano
e lasciavano tracce di epidermide
che si mescolavano alla calce
come sigilli sconosciuti nelle case
in costruzione.
Tra simili case bianche di calce,
a Marzamemi finisce l'Italia:
attorno rissano le onde di due mari
inquieti che Vitaliano Brancati
amò sull'isolotto dove soggiornò
nella casa del cugino.
Torino portò via il suo sogno
del ritorno come di tanti altri emigrati
nel mondo partiti da quella terra
con la valigia di cartone e il cappello in testa.

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