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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Alba di primavera


Al canto del gallo,al vento
della sera o al lontano fischio
di un treno,un trasalimento
un tempo m'avvolgeva,un brivido
alimentava il grumo di sogni
e speranze giovanili.
Mi curava con amore la poesia,
specchio immemore narcisistico.
Rivelò la vita bilanci fallimentari
e a nudo mise impietosamente
immedicabile friabilità.
Oh,utopie vergate sul rovescio dell'anima!
Ombra dell'anima mia,accetta,
accetta la sconfitta che meriti.
Sono tutto sospeso a un pensiero
che tacitamente anche il sogno
mi restituisce la notte,la lunga
notte dei risvegli improvvisi
e dilaceranti. A me non punge
la carne la zanzara,ma l'amarezza
del tempo perduto,il dolce sorriso
non ricambiato,il coraggio mancato
nelle scelte,il dubbioso esitare
del vivere,il dolore imposto
agli altri inutilmente.
Alba di primavera crivellata di sogni!
Come posso accogliere il giorno
che s'apre senza luce di speranza?

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