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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Untori


Viole melanzane, rossoverdi peperoni,
tenere zucchine dai gialli fiori
coltivati tra i binari arrugginiti
feriscono piacevolmente l'aria
che plana dalle colline che coronano
il paese. Rondini hanno fatto il nido
sul tetto decrepito della piccola
stazione abbandonata.
Lassù,sulla rupe dirimpetto,
gli ammalati di petto osano
sperare la guarigione.
Colpi di tosse e baveri alzati,
salgono sul pullman quei pochi
(Gesualdo è tra loro) che con ambìto
permesso possono allontanarsi dal sanatorio.
Gli untori,scansati con malcelata ripugnanza,
si mescolano ora alla folla per le strade
della città. Al primo chiarore delle stelle
faranno ritorno nelle loro stanze,
in attesa del nuovo sole