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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Un laser di luce


Tra queste case e mormoranti acque
un laser di luce trafora la nuvolaglia
in fuga e il cuore trafigge.
Mia giovinezza come passasti senza
poter nemmeno bere alla tua limpida
fonte fino in fondo.
Pure quanta ricchezza m'hai lasciato dentro!
Spesso con un volume,che Ricuzzo
gelosamente mi affidava,in fretta a casa
facevo silenzio intorno a me.
Amavo le preziose imprese dei grandi:
pittori santi e letterati d'ogni epoca,
condottieri eroi l'intera umanità giunta
alla soglia del gran passo nell'infinita
maestà dello spazio.
Mia maturità che hai smorzato entusiasmi
e corretto prospettive,lanciato sillogismi
e fredde riflessioni su false umiltà
coperte di dolce miele.
Vacillarono certezze,sfuggenti come
acqua raccolta da mani a giumella.
La ragione mi spronava a sciogliere dubbi
ed enigmi,ma si ripresentarono specchiati
in mille prismi a negare ogni promessa.
Mia vecchiezza che mi vieni incontro,
non soffrire più del necessario,non è
tua colpa. Riconosci il degrado
delle mistificazioni,l'usura della mente
per falsi miti,meschini orgogli e diroccate verità.
Forse ora che sei nell'attesa,ora che il tempo
è un logoro specchio che inesorabile
la tramontana appanna,potrai sperare
che il mistero come nel sogno dell'eterno
sonno,tentennando,vorrà disvelarsi.