Login

Pin It

Vucciaria
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Al giardino d'infanzia

La mia solitudine sfoglio:
piove sulla ruggine del cuore di ferro
del cancello arabescato,
che chiude il giardino delle rose
e dei limoni. Là, dentro, tra i profumi
della natura, si nascondeva l'infinito
dell'infanzia.
Se ora percorro la strada di allora,
vedo ancora immutabili
le botteghe della Vucciria,
odo gli stessi suoni gutturali
di chi offre la merce a buon mercato,
lo stesso alacre clamore.
Nell'aria che imbruna volano sempre
le onde delle campane di San Domenico,
ma non trovo più quei profili di bimbi
accanto ai quali vissi giorni di sogno.
Interrogo voi, rondini che nei cieli vi librate,
forse voi lo sapete dove sono andati,
svaporati nella nebbia del tempo
incanutito da innumerevoli inverni!
Quanti sorrisi la morte ha cancellato,
quanti riccioli si è portati via,
quante trecce di bimbe sepolte
sotto la terra senza più lacrime!
Ma io vinco il tempo, se per un attimo
vado a trovarli tutti,
dentro il cassetto dove sta chiusa
la gialla foto di gruppo.

Pin It