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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Pendule verdi fronde

Pendule verdi fronde

dai dorici frontoni dei templi

recideva l’inquieto operaio,

in vacillante equilibrio,

sull’alta e corrosa scala

silenziosamente mormorante.

Come inghiottito nel nulla

spariva quel verde lasciando

stampata un’ombra sulla pietra

millenaria. Sparsi qua e là,

ai piedi del tempio, restavano

flagellati panciuti capperi

che noi fanciulli facevamo

a gara per raccogliere come

i bossoli schiacciati rilasciati

dalle carabine nei giorni

del tiro a piattello.

Si imparava a conoscere la vita

nei suoi limiti, pur nella sterminata

speranza di orizzonti migliori.

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