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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
La remota corda della memoria

Sullo sfondo campito di tenue
azzurro, la remota corda
della memoria non più tesa
e risuonante evoca flebile
le poche volte lontane nel tempo,
che per campi inarati e aspri
e per deserte spiagge, corsi
al galoppo come i cavalli
che liberi volavano al sole
del tramonto e scalpitando
a sera nel vento seminavano
agili nitriti.
Inaridita scorre la speranza
come acqua di torrente asciutto
sul pietroso greto. Mulinano,
come foglie secche dal vento
strappate, volti e sorrisi e voci
di coloro che videro fiorire
la mia fanciullezza, quando
ingovernabile puledro talvolta
mi scoprivo per gioco a calpestare
le giovani piante dell'orto
e a falciare corolle odorose di fiori
come inutile gramigna.