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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Gli Stazzi Uniti d'Europa

Europa come emmenthal,
piena di buchi, di vuoti.
Europa come terra d'antica
polverosa luna zeppa di crateri
dove il fuoco da tempo s'è spento.
Europa che ha perduto la bussola
e anche se i suoi dati sono registrati
non sa più utilizzarli. Di quanta luce
ha fatto risplendere la terra d'occidente,
da niente ha elevato al cielo gloriose
cattedrali e università che hanno tenuto
lontano ogni oscurità. Trivio e Quadrivio
hanno educato intere generazioni
di giovani e nella lingua latina hanno
parlato i dotti di tutte le nazioni.
Ora rauca e rugginosa è la voce
di una Europa costruita sul denaro,
gonfia e tronfia non riesce a ritrovare
la retta via, la gloria del suo passato.
Una minaccia oscura incombe
ma finge di non accorgersene, chiusa
nel suo egoismo, strangolata dall'ignavia.
Non ha coraggio, né fede, dimentica
delle sue profonde radici. Assiste insensibile
a naufragi di gente sofferente: impotente
si prepara al proprio terribile naufragio.
Crede che gli Stazzi Uniti d'Europa
possano continuare ad essere sempre
sicuro rifugio per le proprie greggi,
come è certa che il cammino delle stelle
sarà sempre lo stesso nel cielo.