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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Al bimbo mai nato

Tu che hai sfiorato la vita
del respiro a pieni polmoni,
sì da poter emettere il grido
di gioia o di dolore dell'esser
nato, eri già presenza-assenza,
a un passo dall'essenza del dolore
della vita, tra l'essere e il non essere,
come mare e cielo confitti nell'azzurro
unico del lontano orizzonte.
Mani intrecciate, pollice in bocca,
gustavi la vita sconosciuta tra brividi
e tepori alla penombra dell'eldorado
del ventre di tua madre.
Palpebre serrate, murati orecchi,
a te giungevano lampi e suoni,
da cui traevi ecolalie per favole
che nel sangue intrise nuotavano
dentro l'ineffabile cuore.
Piccolo galeone in un mare ignoto,
piccolo germoglio in un prato vuoto
che gemi e chiami invano nel silenzio
della notte, volto nel nulla dissolto:
nessun raggio di sole potrà darti
calore e luce.
Chi saresti stato? Un volto come tanti
dolorosamente pronto a scendere
a ritroso senza canti tra venti folli e assurdi.
Ora sei ibernata carne dell'Eterno!

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