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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Cimitero di guerra


Guerra, stupida guerra
che hai tracciato nel mio cuore
di bambino al rombo di un aereo
l'urlo immane di paura spento
tra le amiche braccia della sorella
una sera d'estate in cui la luna piena
s'alzava fra il piccolo bosco di fichidindia.
Sovente lo sguardo pietoso si ferma
tra le tombe di questo cimitero
di guerra su cui plumbeo incombe
un cielo che lascia appena aperto
un occhio simile a pupilla
cava e vuota che nell'abisso
si sprofonda. Vuoto e cavo è il cuore
dei soldati insanguinati che nel silenzio
di una valle sconosciuta sparsi
stanno sui prati respirando
l'ultima luce del giorno.
Mille croci sono issate a segnare
acute assenze,a ricordare che ogni
passione o amore non può
che fiorire sulla pietra.
Vaghi sepolcri nella bruma avvolti
e nel fango d'inverno sciolti:
il vento stride e rantola
tra le vostre croci e di giorno
le gazze vigilano perché
la vostra eterna quiete non esali
il dolore che portate dentro.
Ogni madre,le mani a croce sul grembo,
con gli occhi levati al cielo una preghiera
per Gustav canta,per Jacques,Pietro e John,
per il soldato senza nome e Salomon.
Guerra,stupida guerra!