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Caro Dio nel vivere questo tuo esempio di vita tra le righe del tema terrestre nella tua vetrina, per le rime, illudi le prospettive delle anime con l'aurea vita.


Sai Signore, vestire il tuo Saio qualcuno lo vuole fare frate in monastero ma, a nessuno frega farlo come esempio di vita paziente malato in ospedale poco dignitoso se lo vedono addosso il vestito della disabilità, non è un gioco. .. facile da accettare.
Ooh Società! ... Forse t'interessa, in loco per coloro che hanno pene da scontare o per chi non ha assoluta voglia di lavorare.
Io, non ho opere da mostrare le mie pene già pagate comprese le hai ben definite in care obsolete poesie scontate nella prigione d'una giovane età arresa vecchissima al laccio di silloge raccontafrottole d'umane gesta d'un disabile incompreso.
Tentacolare sarà nei movimenti in ogni momento festaiolo del vivere la morte lo chiede al festivo con l'ossessione. La sacra elemosina! ...
Mah La vita è bella? Si, piace a tutti!  A chi con l'anima è senza cuore prive di storie d'umanità e, a chi piace il poesiar rosso venexiano che racconti dell'amare l'amore.
Gente udite udite c'è lo strofaiolo del Giampiero che s'inerpica la mente di pensieri pungenti nel pendolar dei ricordi strofina l'occhio e piange nel veder la bella gente laboriosa tormentata in video della bella Emilia nel cuor terremotata.
Piange a pioggia l'avido parkinsoniano in se trabbocca di chiacchiere l'animata mente di ricordi venexiani, similitar tormenti udinesi al tremar arruolata recluta per il destin annuale alla festa grigia del casermaggio. Allora non ero parkinsoniano eeh in vero impreparato si tremava amaro al ballo del Bene bravo al bis mi risparmio nel '76, il conducente muli nel Friuli terremotato mio malgrado son geniere alpino alla brigata senza caserma sto e, son guai alla "Goi" della Julia.
Se nel resto del mio cuore tenero il nero ripassa spesso, nel ritrovarsi lì la pace interiore non ha mai avuto la calma per amare qualcosa da concepire per amare il calore rosso veneziano un ricordo dal colore donna per non scordare la Venezia rosso venexiano.
Il treno passava eeh non si fermava mai! le mie ordinarie fermate erano Udinesi : insieme a Gemona tutti si era a Cavazzo Carnico dalla mattina in trecento giovani e forti e alla sera in trecento sorpresi nel sonno come femminucce a correrre fuori di mente a piedi nudi nel pianto a quattro i gradoni a quattro di tutta la gradinata per due scosse di terremoto. Eeh va bene le scosse del destino in friuli poi della mia Aquila sentiti sulla mia pelle compreso con il mio male parkinsoniano che frigge emozioni a fuoco lento come or ora soffre l'Emilia.... cos'altro ooh Dio devo ricordarmi prima di morire.