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Poeti Emergenti -
Poesia di Gabriele -
Disabili -


Quando non avrò più occhi per la mente
non investirò nei colori del tempo a smarrirmi
in disegni sulle nuvole d'ovatta cotonate, passano
di moda sfilano in passerella vuoti, davanti alla finestra.
la vita non è la minestra solita offerta,  ma per
com'è bella è da vivere ricca di voglia di vita.
Ooh Dio divinamente avversata, per noi disabili,
povera e vuota sarà non ricca di sorrisi
sempre presa da dietro è un ricevere continuo
dai nostri simili grandi fregature d'eventi.
Dio! per non soffrire pur bisogna agire non si può
sempre adire di parola per non essere elusi vani
così non si regge e ne si corregge i sogni
illusi di vita preda del male per l'eterno vivere.
La mia dimenticata malattia insicura nella solitudine
scura infusione nella confusione scarsa
di certezza in buona fede è avariata d'intenti belli.
Nel pestare il fallito mondo con la mia immagine
io sono un contorno di cambiali, tratte di un conto in banca...
per altri, sono uno adatto per utili prelievi.