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IL FUTURISMO
di Filippo Tommaso Marinetti

Sorto nel campo della letteratura, per iniziativa di Filippo Tommaso Marinetti, il Futurismo divenne ben presto un movimento di idee che interessò vari settori della vita culturale, dalle arti figurative, alla musica, alla danza, al costume, alla politica.
Fu il primo movimento di avanguardia del Novecento che, nato ufficialmente il 20 febbraio 1909 con il Manifesto di Marinetti pubblicato su «Le Figaro», mantenne la sua carica provocatoria ed eversiva almeno fino al 1920.
Sul piano delle idee, l'esaltazione della dinamicità della nuova civiltà delle macchine diventò trionfale celebrazione della forza e della potenza dell'uomo, non più schiavo ma dominatore della natura, e si esasperò in un irrazionale culto della violenza e della guerra, andando a convergere con le ideologie nazionalistiche e fasciste che in quegli anni si sviluppavano.
Sul piano delle forme letterarie, con la ricerca di nuove tecniche adatte a rappresentare efficacemente il dinamismo vitale della civiltà moderna, il Futurismo si fece ispiratore di una rivoluzione del linguaggio poetico, con il «versoliberismo»
(che permetteva un uso innovativo anche dello spazio grafico a disposizione del poeta), e in un secondo momento con il «paroliberismo» (cioè l'espressione di libere associazioni di parole e concetti, indipendentemente dalla struttura sintattica).
Nel manifesto pubblicato l'11 maggio del 1913 Marinetti teorizza una poesia libera dall'atmosfera solenne piena di compunzione e d'incensi che si usa chiamare l'Arte coll'A maiuscolo e che non abbia assolutamente alcun sapore di libro.
Auspica invece che abbia il più possibile sapore di vita.
Nell'ambito della letteratura italiana, tra quanti con esiti diversi aderirono al Futurismo, ricordiamo, oltre a Filippo Tommaso Marinetti che ne fu l'iniziatore, Corrado Govoni, Ardengo Soffici e Aldo Palazzeschi.
Il Futurismo italiano ebbe una vasta eco all'estero, ed esercitò un notevole influsso sulle avanguardie europee del Novecento: basti pensare allo sperimentalismo grafico di Guillaume Apollinaire in Francia e a Vladimir Majakovskij, il più significativo esponente del Futurismo russo.

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