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    Poeti Emergenti

    Poesia di Tony Basili
    18-Idiozia globale

    Ma se avessi saputo, o Cristo santo,

    che ogni cosa che potevi aver detta

    l’avrebbero trasformata in nenia o canto

    forse al padre tuo potevi non dar retta

    e avresti capito che l’uomo è siffatto

    e non serve un martire a farlo men matto.

    Se avessi capito di che stoffa era Pietro

    Che negò tre volte per salvar le chiappe

    Avresti fatto a men pur del tuo credo

    Pensando che il tempo, forse con tappe,

    Possa curar questa cosa che è nata

    Sulla tua pietra che or vedo spaccata.

    E questo insister a essere universale

    Dichiarando erronee le altre culture,

    C’è in questa idea un che d’infernale

    Che è un affronto alle diverse nature

    Eppur tant’è una volgare arroganza

    Che sol in te del Dio c’è la speranza.

    Ed i contrasti che un’idea sì balorda

    Mantieni costanti,in guerra perenne,

    Dovrebber ben dirti quanto sia lorda

    Questa genia che predica indenne

    E che in ogni modo d’interdir tenta

    Gli altri pensieri col poter che spaventa.

    Ma Cristo santo, se tu sei sapiente,

    conosci bene che madre natura

    non può partorir che un sufficiente

    che se pur filosofa, la sua cultura

    non arriva mai l’onda che diventa

    violenta alla riva e giammai è spenta.

    Tu volevi, Cristo, insegnar l’universale

    A quest’ometto che chiama progresso

    L’andare avanti con ogni suo male,

    E d’esso pascersi sempre più spesso,

    Che or giunti siamo al limite estremo

    Che l’uomo non sa se è un povero scemo.

    Ché lui ha inventato il mercato globale

    D’aiutare fingendo tutti i reietti

    Del terzo mondo e gli dà pane e sale

    Per produrre auto, computer e giacchetti

    Per i nostri operai, che son senza lavoro,

    Ma a men di tal cose faran pur loro.

    Lapalissiano! Ma non si è ancora capito

    Che quel ch’è arrivato è il cavallo di Troia,

    Da quei paesi, che non hanno aderito

    Al nostro sistema, di lavorare con gioia,

    Con otto ore, o meno, e le ferie pagate,

    Ché loro producono a suon di legnate?!

    Il permesso pagato, per un lutto in famiglia…

    Un cazzo ti danno! E’ ben che lo scordi,

    Ché ora l’azienda tre lascia e un piglia

    Ed è inutile gridar che sono balordi…

    Così certamente son quelli c’han fatto

    Questo bel fatto… che sa di misfatto!

    E se non se n’esce, siamo fregati

    Ché a star dietro a la concorrenza,

    se pur di notte ci manterremo evirati

    faremo sparire ogni umana parvenza

    che con tanta fatica avevamo ottenuto,

    uno stato sovrano, e l’abbiamo svenduto.

    Cosa succeda a ‘sto punto, onsisà,

    Qualche azienda andrà in Bulgaria

    Ma poi sarà che pe’l costo anche là,

    diventi tale che non è economia

    e tutto si chiude infine alla fine

    se ogni terra non rimette il confine.

    20.5.13

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