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Poesia di Antonia Arcuri
Lasciano il teatro gli attori

non hanno più la maschera.

La metafora occulta viene bandita.

Una finestra, una strada , un albero,

un cono di luce li rischiara.

Basterebbe svegliarsi ed uscire.

Radici di viole occupano il campo.

Muove l'archetto un musicista

disegnando una musica nella mente,

mentre la città dorme

avvolta in panni di lino.

Dal muschio di bosco

al bianco dei gelsomini

l'ombra grigia dello sguardo

vela un cammino.

Una palma sui piani interni di una casa

invidia i sogni di chi appartiene

agli altri ed un pò a sé.

Sulle scale si raccolgono voci

basterebbe uscire sulle strade

e gridare ancora più forte.

Giovani e meno giovani

che impressionate le vostre idee

in attesa del tempo opportuno

a voi regalo un'immagine

di forme appena accennate

che lentamente prendono il volo.