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Poesia di Alda Merini
E’ difficile dimostrare che un morto è esistito

E’ difficile dimostrare che un morto è esistito
che ha avuto una vita propria
una propria candela
un proprio infinito universo a Milano
non se ne parla più
perché il morto ha conosciuto altri morti
ha acceso infinite fontane
ha dato vita a una molteplicità di giochi di stanchezze
di inviti alla pace e alla sapienza
ma qui intorno stanno costruendo un muro
lo fanno apposta per mettere tra me e il passato un nuovo silenzio
non solo i vicini non ti parlano
ma costruiscono altri muri altre menzogne altre case
il manicomio era più pietoso più confuso meno vociante
questa confusione totale ti dà alla testa
promuove in te un acuto spettacolo di morte
Milano è così
un eterno funerale delle cose passate
delle orge di virtù congeste
è difficile tramutare l’odio in amore

e tutti i correlati dell’odio sono fusi in un’unica menzogna
la presenza di un cadavere fisso che si chiama passato ombra
ricordo
c’erano moventi veri moventi giusti per rompere Milano
in due tre parti in mille parti
come un pane da dare a molti
in realtà è stata conferita l’orgia del veleno
un uomo a cui avevo affidato il caso della mia vita se ne è andato
perché non scrivessi più
arrabbiato come un cane perché non approvavo
i suoi mille delitti di pensiero perché non
avevo approvato il suo pasto di omertà
voleva essere l’ultimo intellettuale del mondo
l’ultimo amante ferito
e Milano è così piena di questi rompiscatole
che amano trovare tra i libri l’essenza della religione
e travolgerla nei loro delitti
e di fatto il peccato è scomparso

ma anche la viva voce del mio demonio.

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