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by Alberto Nicola Giulini 

Moglie mia, a lungo ti attesi

dall'Estremadura. Però alla fine giungesti

a salvare  in extremis una pellaccia come me

in giro per le nuove rovine d'Europa.

Ti ho subito mostrato gli spuntoni odierni

nel mio corpo, le spine conficcate nell'anima

sbagliando a non curarmi, cavando continui

                                                     tormenti da storie finite male...

Ma tu ineffabile con un sorriso da Gioconda, migliore di me

hai deciso il possesso delle nostre  bocche -

senz'artigli amarognoli era il tuo nido di quaglia -

mi son trovato subito bene, 'modestamente' come diceva Totò,

rapiti in lunghi&morbidi amplessi - mondàti da sé

dal peccato originale;  

 un susseguirsi di sfusi come burro

sul Bosforo-erotico della tua falce di luna spagnolesca.

E quando "per caso" rimanesti incinta

i miei parenti e pure i tanti conoscenti 

non avrebbero mai immaginato

che un ùfico di mia razza

potesse anche diventare 

un padre come tutti.

 

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