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Canto di lavoro -
Ma valà cuntadin -
Con questa denominazione si è soliti indicare soprattutto quei canti ritmati che accompagnavano i movimenti propri di un certo tipo di lavoro, come quello dei pescatori e dei battipali, dei taglialegna,

ecc. Ad essi tuttavia si possono aggiungere anche quei canti che nelle parole dei testi fanno riferimento al lavoro e alla condizione contadina e servivano a scacciare la noia o a sfogare la rabbia repressa.

Ma va là ti cuntadin
Ma va là ti cuntadin,
ca t'laori nott e dì,
a t' laori dì e nott
per polenta e scigolott.
Ma va là ti cuntadin,
ca  t' si semper sensa vin,
a gh'è l'acqua in abbondansa,
tutt al dì t' fa mal la pansa.
Cuntadin a la matina
to sii 'l fer e va segar,
e 'l padron co la sua sciora
va nei campi a passeggiar.




Traduzione.
"Ma va là tu, contadino,
che lavori giorno e notte
per polenta e cipolle.
Va là tu,
contadino,
che sei sempre senza vino;
c'è acqua in abbondanza,
tutto il giorno ti fa
male la pancia.
Il contadino alla mattina
prende il ferro (la falce) e va a tagliar erba;
il
padrone, con la sua.signora,
va nei campi a passeggiare"



raccolto nel mantovano

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