Racconto di Mimì Menicucci
L'uccello dagli occhi d'oro
lo sono il Gufo Anzi, qualcosa di più: il Gufo reale. E sono chiamato così perchè sono il Gufo per eccellenza, il più grosso, il più bello, il più potente e il più qualificato di tutti i Gufi. Ma, ahimè. ecco che dopo avermi messo nel rango dei potenti con questo nome, l'uomo mi ha, poi, confinato negli antri delle streghe, nei recessi cavernicoi dei Maghi. dove non mancano, insieme al gatto nero.. gufi e civette a sottolineare l'aspetto pauroso della scena.
E in più, ha calunniato me e tutti quelli della mia specie. Gli uomini chiamano civetteria quella manovra volta ad affascinare qualcuno. Una donna cosiddetta civetta. è un essere più o meno disprezzabile che fa mossette e attucci ed altre movenze artificiose per attirare l'attenzione. Ebbene. noi non abbiamo di queste debolezze e le Civette, nostre cugine, gente molto rispettabile e seria, sia detto senza offesa per la specie umana, fanno, è vero, riverenze e mossette, attucci e giravolte, ma per una ragione molto più importante e necessaria, e cioè per digerire. Sissignori, digerire! Noi, in genere, ingoiamo la nostra preda ìntera: pelo, penne. carne ossa, tutto nel nostro capace stomaco. Si capisce che, a un certo punto, digerito quel che c'era da digerire, tutto.il resto deve rivedere la luce. E la rivede sotto forma di una pallottola che viene espulsa. Ciò, naturalmente, impone uno sforzo ed è, appunto. questo sforzo che si manifesta in quegli attucci. riverenze, eccetera, che sono una nostra prerogativa.
Gli uccelli, parlo delle altre specie, naturalmente, sono piuttosto sciocchi, e vedendo la civetta abbandonarsi a questi movimenti che essi giudicano inconsulti, o per lo meno, strani, accorrono curiosi e stanno lì a guardare, e, magari, a schernire, a burlare quella povera civetta che fa di tutto per liberarsi dell'incomodo di cui sopra.
L'uomo. sempre lui, profittatore, dopo aver fatto proprio della sua specie quel verbo, civettaare, usa la civetta per attirare gli uccelli ignari e, come vi ho detto prrma. sciocchi. Lega la civetta a un trespolo e quella, docile, su e giù. riverenze a' destra e a sinistra, attucci a questo e a quello, finchè gli uccelli, esilarati, non si accorgono neppure di esser presi nella pania o di servire di bersaglio ai fucili.
E credete che l'uomo ci sia grato per queste prestazioni, sia pure involontarie? Tutto il contrario, Ci confina, come vì ho detto, negli antri delle streghe e se sente, durante la notte, il nostro grido, fa gli scongiuri e ci maledice.
Ingiustizia del mondo. Ogni uccello ha la sua voce, più o meno gradevole, che va dalle acrobazie canore dell'usignolo. un cantautore sfaccendato, al nostro
grido che è, sì, alquanto lamentoso, ma senza nostra colpa. L'uomo drce che siamo forieri di morte. Ma l'uomo è piuttosto stupido. Vi pare che la Morte, un essere così importante, .implacabile, giusto, possa venire influenzato dal nostro grido che, quasi sempre è, invece, un richiamo d'amore?
Ma torniamo a cose serie. Abbiamo parlato del nostro piumaggio. bellissimo, morbido, certamente molto più bello e morbido di quello degli altri uccelli, e che rende il nostro volo silenzioso e soffice come si conviene a uccelli che lavorano di notte. Ma non abbiamo ancora parlato dei nostri occhi. Brillano nel buio come fari accesi. Splendidi, color d'oro, o dotati di luce rossa, hanno, pensate, una vista stereoscopica. !I che vuoI dire che.. unici fra gli uccelli, li abbiamo non ai Iati della testa, bensi sul davanti, in modo da poter percepire l'immagine come la vedono i signori uomini e cioè tutta intera, da destra e da sinistra, con rilievi e ombre, così da non sbagliare quando piombiamo sulla preda. Gli altri uccelli. compreso quel cantautore da strapazzo, vedono il mondo da una parte sola. O per lo meno, con un occhio per volta.
lo ho finito. Ma nel mondo degli uomini non c'è giustizia. Ho dei parenti rispettabilissimi, l'Allocco, il Chiù, il Barbagianni, oltre alle mie cugine, le Civette.
Ebbene, provate a dire a qualche individuo della specie umana che è un allocco, un gufo, un barbagianni e se si tratta di una femmina, una civetta... Apriti cielo!
Leveranno alte grida per queste che ritengono offese sanguinose. Offese, chiamarsi con nomi di uccelli rispettabilissimi e onesti e che, per giunta, costituiscono un corpo di nettezza urbana diligente e gratuito, liberando le campagne, non soltanto di esseri nocivi come topi, arvicole, ecc. ma anche di cadaveri di piccoli animali che infesterebbero l'aria.'
Ma, ve l'ho detto, gli uomini sono stolti e soprattutto, ingrati. Difetti che, nel mondo degli strigiformi a cui mi onoro di appartenere, sarebbe vano cercare,
ma che sono prerogativa di questi signori che, chissà perchè, si autodefiniscono, re della Natura.
Ma vadano dal Gufo reale se vogliono imparare il senso della regalità!
