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Racconto di Pasqua
Il colore della Santità

I Vangeli incominciano col racconto assai sobrio e semplice delle donne presso la tomba, la mattina della domenica. Per afferrare tutto il significato del racconto c'è una parola chiave.
E' il nome del colore « bianco ».
Le donne vicino alla tomba vedono, secondo Marco, un «giovane », secondo Matteo, un angelo. E' vestito di bianco. Bianco è il colore della santità di Dio, del tempo fInale, quando regnerà
Dio, il colore del « giorno di Jahvè ».
Il regista delle apparizioni pasquali è, senza alcuna ombra di dubbio, Iddio; ma Egli, per quel fenomeno di misericordia che va sotto il nome di « accondiscendenza », esprime il suo messaggio nella mentalità delle persone a cui lo porge; ed intesse il suo annunzio più con gli eventi che con le parole.
Per questo bisogna prestare attenzione anche al linguaggio che parla la scenografia dell'evento, la quale in genere è sempre costruita con elementi cosmici.
Qui la scena dice: Siamo entrati in un nuovo « evo », nel periodo centrale e decisivo della storia. Questo è il giorno che ha fatto il Signore. La luce di quest'aurora proviene dall'eternità beata.
In questa luce l'universo crescerà verso il Risorto.
«Non un'opera di uomini, ma un'opera di Dio incomincia a trasformare la storia del Mondo. Il capo umiliato di Gesù è rialzato per l'eternità.
Il Regno di Dio si è di spiegato in un uomo nuovo ».
La Risurrezione di Gesù dà inizio ad una creazione nuova in cui il Risorto è il primogenito tra molti fratelli. «Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove » .

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