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Racconto di Pasqua 
Guarderanno a Colui che hanno trafitto

L'Apostolo, che aveva gli occhi a poca distanza dalla ferita inferta dalla lancia, rimase come costernato al vedere scorrere il sangue e l'acqua.
Per noi è evidente la sua meraviglia davanti al sangue che spiccia dal Cuore trafitto, ma difficilmente condividiamo la sua emozione per l'acqua.
Per comprendere bene il passo evangelico egli stesso ci dà la chiave con le citazioni che riporta.
« Guarderanno a Colui che hanno trafitto ». Queste parole richiamano l'intera profezia di Zaccaria che l'Apostolo doveva conoscere assai bene:
« Gli abitanti di Gerusalemme mireranno a colui che hanno trafitto e faranno su di lui il lamento, come si fa per la morte d'un figlio unico: e piangeranno su di lui, come si piange la scomparsa d'un primogenito. Sarà assai grande in quel giorno il cordoglio. Farà il lamento tutto il paese, famiglia per famiglia. In quel giorno scaturirà a favore della casa di Davide
e degli abitanti di Gerusalemme una sorgente indefettibile per lavare il peccato e l'immondezza ».
Ora Il dal Crocifisso trafitto scaturiva la profetata sorgente dell'acqua che lava i peccati e asporta l'immondezza.
San Giovanni fu assalito da una sconvolgente emozione quando vide realizzarsi sotto i suoi occhi la profezia di Zaccaria che gli richiamò subito quella di Ezechiele che era ad essa
correlata. « Di sotto la soglia del Tempio sgorgavano acque in direzione dell'oriente. Quelle acque scendevano sotto dal lato destro del Tempio ».
Le acque nella visione diventano un fiume di grazie. 
Le parole «dal lato destro del Tempio» si illuminano come un sole nella memoria e nel cuore dell'Evangelista e svelano il senso di quelle proferite da Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni io Io farò risorgere ». Egli intendeva il tempio del proprio corpo. Dunque il lato destro del Tempio divino era Il, sotto i suoi occhi pieni di pianto e la sorgente del fiume di grazie scaturiva proprio da quel lato destro: dal Cuore di Gesù.
Quell'acqua era siero che sgorgava dal pericardio lacerato, ove si era accumulato in grande quantità per i traumi riportati da Gesù durante la flagellazione.
Per noi dalla mentalità moderna tutta imbevuta di scientismo, quell'acqua, che geme dal costato del Crocifisso, è soltanto siero o, come dicono i mèdici, liquor pericardii; per l'Apostolo, nutrito di Sacra Scrittura, essa era soprattutto simbolo: simbolo della grazia e dello Spirito Santo.
Nel contesto del passo si nota che l'Evangelista si meraviglia più dell'acqua che del sangue.
Il celebre esegeta Lyonnet tradurrebbe così: «Uscì non soltanto sangue, ma anche acqua ».
L'espressione «lo attesta uno che ha veduto e la sua testimonianza è vera » è una specie di giuramento. San Giovanni teme che i lettori trovino eccessivamente straordinaria quella colata d'acqua e la sua perfetta corrispondenza con la sorgente e la fiumana di grazie profetate e perciò conferma la testimonianza con il giuramento.
Ma perché tanta importanza all'acqua che fuoriesce dal costato infranto del Redentore o, come direbbe lui, dell'Agnello divino sgozzato?
La sorgente d'acqua, che purifica dai peccati e porta la vita divina, richiamò all'Apostolo attonito le parole che Gesù aveva detto alla Samaritana: « Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere"., tu stessa l'avresti pregato ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva.
Chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà più sete; anzi l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua zampillante per la vita eterna ».
La memoria dell'Apostolo come per rimbalzo gli ricordò le altre parole ancora più salvifiche, che Gesù pronunziò con tanta solennità durante la festa dei Tabernacoli: «Gesù, in piedi, esclamò ad alta voce: "Chi ha sete venga a me e beva. Dall'intimo di chi crede in me, come dice la Scrittura, scaturiranno fiumi d'acqua viva". Diceva questo dello Spirito che dovevano ricevere coloro che avrebbero creduto in lui; perché non ancora era stato dato lo Spirito non essendo ancora glorificato Gesù ».
L'acqua è ad un tempo simbolo della grazia e dello Spirito Santo che la crea e la dona a noi.

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