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Racconti di Pasqua

Dalla vita di Gesù - La Passione


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passione di cristo
Dalla vita di Gesù

La Passione

 

La Passione - Gesù era sceso sulla terra per assumersi il peso dei peccati del mondo e scontarli con la sua morte. Dopo. i tre 
anni di vita pubblica, durante la quale Egli insegnò agli uomini quali fosse la vera fede, ebbe inizio la sua Passione che sarebbe 
culminata col sacrificio supremo. 
Poichè Gesù sapeva che la sua morte era vicina, volle riunire gli amici per un'ultima cena. 
Il suo cuore traboccava di tenerezza per loro, ed Egli faceva di tutto per rassicurarli, dicendo loro: «Non vi lascerò orfani », 
Durante la Cena, Gesù dette agli uomini un Comandamento nuovo da aggiungere alla legge già data da Mosè: «Amatevi gli 
uni gli altri.
Come io ho amato voi, così amatevi tra voi. Da que
sto, tutti riconosceranno che siete miei discepoli ».
Ricordiamo la Pasqua degli Ebrei, quando Dio ordinò al suo popolo di uccidere l'agnello che li avrebbe salvati dallo sterminio dell'Angelo. Anche Gesù, come l'agnello, doveva morire per salvare gli uomini. Ma poichè li amava di tenerissimo amore e
sapeva che, se li avesse abbandonati, essi si sarebbero perduti,
Egli volle rimanere per sempre con loro. Prese il pane, e alzati gli occhi al cielo, rese grazie e benedizioni; poi spezzò il pane e
disse: « Prendete e mangiate. Questo è il mio Corpo dato per voi.
Fate questo in memoria di me ». Poi, preso il calice dove era il vino, rese grazie e lo porse loro, dicendo: - Bevetene tutti, per-
chè questo è il mio sangue sparso per molti, in remissione dei peccati ».
Pronunziando le stesse parole che Gesù pronunziò durante l'ultima Cena per istituire la Divina Eucaristia, il sacerdote, durante la Messa, procede alla stessa transustanziazione e il pane e il vino divengono Corpo e Sangue di Gesù. In questa maniera,
Gesù è sempre con noi e, per mezzo dell'Eucaristia, salva le nostre anime secondo le sue parole: «Chi mangia di questo pane,
vivrà in eterno »,
A un certo momento, Gesù aveva detto, con profonda tristezza: «In mezzo a voi, c'è uno che mi tradirà », E indicò chi fosse: era Giuda, che già l'aveva venduto ai suoi nemici per trenta denari. Giuda, vedendosi scoperto, uscì dalla stanza e non potè
mangiare il pane dell'Eucaristia. Per questo non si salvò.
Consideriamo l'amore che Gesù ebbe per gli uomini. Egli non volle lasciarli soli, alla mercè dei pericoli e delle tentazioni. Volle
restar sempre con loro col Suo vero Corpo e il Suo vero Sangue sì che gli uomini sapessero che cosa dovevano fare per salvarsi.
L'arresto di Gesù - Terminata l'Ultima Cena, Gesù uscì per andare nell'orto degli Ulivi, un luogo dove Egli, spesso, si ritirava
per pregare. Gesù sapeva che, in quel momento, avrebbe dovuto prendere su di sè tutti i peccati degli uomini per scontarli con
la sua morte; soltanto allora Dio avrebbe mandato sulla terra, l'agognato perdono. Gesù, oltre che Dio, era anche uomo e, in
quanto uomo, sentì, con infinita tristezza, il peso del doloroso destino che gli era riserbato. Si mise a pregare e il pensiero della
sofferenza che, di lì a poco, avrebbe dovuto colpirlo, lo fece spasimare, tanto che grosse gocce di sudore sanguigno scesero dalla
sua fronte. In quel momento, Egli volle insegnare agli uomini, la preghiera di colui che soffre: «Padre, allontana da me questo
calice; però non quel che voglio io, ma quello che vuoi Tu, sia fatto »,
Passato questo momento tremendo, Gesù si avviò, con passo sicuro, verso il luogo dove sapeva che sarebbe stato arrestato.
Giuda era in agguato con i soldati e, per indicare a questi l'uomo che dovevano arrestare, si avvicinò a Gesù e lo baciò, salutandolo.
I soldati si precipitarono, allora, addosso a Gesù e lo legarono.
Così legato, lo condussero al tribunale dei Giudei dove si voleva la sua morte. Non era, però, in facoltà dei Giudei dare la
morte a un prigioniero, bensì in facoltà del Governatore di Roma che comandava la regione. Gesù fu mandato, perciò, da Ponzio
Pilato che era appunto il Governatore, il quale, interrogando il prigioniero, tentò invano di trovare in lui la minima colpa. Egli
lo rimandò, quindi; a Erode. Era, questi, il re dei Giudei, il quale fece vestire Gesù di bianco, come si usava per i pazzi, e lo mandò
di nuovo a Ponzio Pilato. Pilato, volendo salvare Gesù, tentò di convincere il popolo della sua innocenza, ma il popolo, sobillato
dai Capi Giudei, gridava: « Crocifiggi lo, crocifiggilo » !
Nelle prigioni era rinchiuso un malfattore, Barabba, e poichè, ogni anno, per Pasqua, c'era l'uso di graziare un condannato,
Pilato mise la scelta al popolo: « Chi volete sia liberato, Gesù o Barabba? ». E la folla gridò: « Barabba ! ».
Ma Pilato era ancora esitante. Fece allora un ultimo tentativo. Dette ordine che Gesù fosse flagellato. Era, questo, un orribile supplizio: sotto i colpi delle catenelle munite di pallottole e di punte di ferro, o per le sferzate delle striscie di cuoio, la pelle
si lacerava, e dalla carne viva sprizzava sangue.
Quando Gesù fu ridotto in questo stato pietoso, i soldati gli gettarono sulle spalle una vecchia mantellina rossa appartenente a
uno di loro, gli misero in capo una corona di spine e gli posero, nella mano destra, una canna raffigurante lo scettro del comando.
Poi gli giravano intorno e gli dicevano, beffandolo: « Ave, Re dei Giudei! », 
Quando pilato vide Gesù ridotto in tale stato da commuovere gli animi, volle fare l'ultimo tentativo presso il popolo per cercare d'impietosirlo. Mostrò la vittima alla folla, dicendo: « Ecco l'uomo! », 
La plebe, invece di commuoversi, sempre sobillata dai Capi, si esasperò a questi indugi e gridò ancora « Crocifiggilo, crocifiggilo! », 
Il Governatore di Roma a questo punto, non si sentì di contrariare ancora il popolo, così ostinato nel volere la morte di quell'uomo. Si fece, allora, portare dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla e disse: « lo sono innocente del Sangue di questo Giusto! ». 
E il popolo r ispose : « Il sangue di Lui cada pure su di noi e sui nostri figli! », La crocifissione era ormai decisa. 
Il dolore di Gesù innocente ci deve insegnare a soffrire senza lamentarci e ad offrire a Dio i nostri pentimenti in isconto dei nostri peccati. Preghiamo il Signore affinchè, se è possibile, ci vengano risparmiate le sofferenze, ma qualora ciò non avvenga, diciamo, come già disse Gesù: « Sia fatta la tua volontà! », 
Il Calvario - Pronunziata la sentenza, Pilato dette ordine che fosse subito eseguita. La crocifissione era una morte infamante, 
destinata ai peggiori malfattori. Una croce fu costruita in fretta e furia e caricata sulle spalle di Gesù. Il corteo si doveva svolgere 
lungo le vie della città, fino a un monte che sorgeva alle porte e che si chiamava Calvario (in ebraico, Golgota). Gesù era talmente estenuato dalle percosse e dai patimenti, che cadde tre volte sotto il peso della Croce. Temendo che morisse lungo il cammino, 
i soldati obbligarono un contadino, certo Simone, che tornava dalla campagna, a caricarsi della Croce. Simone, originario di 
Cirene e, perciò, detto anche Cireneo, eseguì l'ordine e più tardi, divenuto cristiano, ebbe a grandissimo onore l'aver aiutato Gesù 
in quella dolo~osissima fatica. 
Durante il penoso cammino, Gesù incontrò una donna chiamata Veronica. Questa donna, impietosita dall'aspetto di quel 
condannato, volle asciugare il suo viso bagnato di lacrime e sangue. Sulla tela rimase impressa miracolosamente l'immagine del 
Sacro Volto. 
Finalmente, il triste corteo giunse alla sommità del monte. 
I soldati inchiodarono prestamente Gesù sulla Croce e lo collocarono in mezzo a due ladroni condannati alla stessa pena. Uno 
di questi si mise a dileggiare Gesù, invitandolo a salvare se stesso e loro. Ma l'altro ladrone disse, invece: « Signore, ricordati di me 
quando sarai giunto nel Tuo Regno », Al che Gesù rispose: « Oggi sarai con me in Paradiso »,
Gesù soffriva orribilmente e presto giunse all'agonia. In quel momento arrivò la Sua Santissima Madre con altre persone, fra 
le quali una donna, Maria Maddalena, e il discepolo prediletto, Giovanni. 
Anche la natura sembrò partecipare alla Passione divina. Il cielo s'oscurò, le tenebre avvolsero la terra e questo fenomeno durò 
tre ore. Infine, venne il momento della morte. Gesù fece un grido: 
« Tutto è compiuto! » e chinata la testa, pregò: « Padre, nelle Tue mani rimetto lo spirito mio! »
Gesù era morto. Le pietre si spaccarono, la terra tremò, le tombe si aprirono e tutto fu rovina. I soldati sbigottirono e fuggirono via. 
Il destino terreno di Gesù era ormai compiuto, ma la sua morte doveva cambiare la faccia della terra. 
La Deposizione - Gesù era morto e poichè la sera stessa cominciava la solennità della Pasqua, bisognava subito seppellire
il ca
davere. Le pie donne e i discepoli che avevano assistito alla morte di Gesù, non vollero che il Suo Corpo fosse gettato nella fossa comune insieme a quello dei ladroni, e chiesero perciò a Pilato il permesso di potergli dare un sepolcro. Il permesso fu concesso e il Corpo del Signore fu staccato dalla Croce e deposto in grembo alla Sua addoloratissima Madre, che potè così accarezzarlo e baciarlo per l'ultima volta. 
Infine, il corpo divino fu imbalsamato, avvolto in un lenzuolo e messo in un sepolcro che sorgeva non molto lontano dal luogo 
del supplizio. Una gran pietra fu posta sopra l'apertura. Maria, sorretta da Giovanni e dalle pie donne abbandonò quel luogo di 
dolore e di espiazione. Si stava, in quei giorni, celebrando la Pa-squa ebraica, ma in quel momento s'iniziava la Pasqua cristiana 
con il sacrificio dell'Agnello divino che aveva sparso il Sangue per la salvezza degli uomini. 
La Risurrezione - Gesù aveva assicurato i suoi discepoli che dopo tre giorni sarebbe risorto, ma i discepoli ancora ne dubitavano.
I Giudei avevano messo i soldati a guardia del Sepolcro, per 
timore che gli amici di Gesù portassero via il cadavere per poi dire che Egli era effettivamente risuscitato. Il giorno della Pasqua giudaica era ormai trascorso e Maria Maddalena, una delle pie donne, si dirigeva verso la tomba di Gesù dove gli altri l'avrebbero, poi, raggiunta. Arrivata al sepolcro, vide che la grande pietra che lo copriva era sollevata. Non pensò alla Risurrezione; pensò, invece, che avessero rubato il corpo di Gesù. Si mise a correre verso la città. Incontrò Giovanni e gli disse, ansante: 
« Hanno levato il Signore dalla tomba! ». Intanto erano arrivare le altre donne e si stupirono anch'esse, vedendo il Sepolcro sco-perchiato. Si spinsero dentro e videro, allora, un Angelo sfolgo-rante di luce, che disse: «Non temete. So che voi cercate Gesù 
che fu crocifisso. Ma non è più qui. È risorto come vi aveva detto. 
Andate e ditelo. agli altri », 
Le donne, piene di gioia e di meraviglia, scesero a dar la notizia ai discepoli, i quali, intanto, avvertiti da Maria Maddalena, 
accorrevano a vedere. Quasi non credevano ai propri occhi. Che cos'era avvenuto? Nemmeno i soldati erano più là. Infatti, mentre 
questi stavano a far la guardia, la terra si era messa a tremare e, in mezzo al frastuono un Angelo splendidissimo aveva rimosso 
la pietra sigillata. Terrorizzati, i soldati erano fuggiti a raccontare il fatto ai Capi dei Sacerdoti e quelli li avevano pagati perchè 
dicessero, invece, che erano venuti gli amici di Gesù e ne avevano rubato il corpo. 
Anche Maria Maddalena credeva che qualcuno avesse sottratto il corpo di Gesù e si aggirava nei dintorni del Sepolcro, pensando a come si potesse ritrovare. E piangeva, addolorata. Così piangendo si fermò presso la tomba e vide non un Angelo, ma due, 
che stavano seduti ai lati del Sepolcro. La donna li guardò stupita e quelli dissero: « Donna, perchè piangi? ». Maddalena rispose: 
« Hanno portato via il corpo del Signore ». Così dicendo, si voltò. 
Gesù era vicino a lei, ma Maddalena non lo riconobbe. Gesù le disse: « Perchè piangi o donna? Chi cerchi? », Ed essa, pensando 
fosse il custode del luogo, rispose: « Se sei stato tu a portarlo via, dimmi dove l'hai messo ». Ma Gesù la chiamò: « Maria! ».
E allora, 
la donna lo riconobbe ed esclamò, piena di gioia: « Maestro mio! » e voleva abbracciargli i piedi. Ma Gesù disse: «Non mi toccare, perchè non sono ancora salito al Padre. Invece, va a dire ai miei fratelli che io salgo al Padre mio e vostro, al Dio mio e vostro », 
Maria obbedì, ritornò a Gerusalemme e, piena di gioia. andava esclamando: « lo ho veduto il Signore! ». 
Anche noi risorgeremo dopo morti e, se in vita saremo stati buoni e avremo fatto opere di bene, avremo il posto accanto a 
Gesù Cristo e saremo beati in eterno e godremo il Paradiso. Se siamo stati cattivi e non abbiamo seguito i Comandamenti di Gesù, 
saremo allontanati per sèmpre da Lui ed avremo eterna sofferenza. 
Gesù appare agli Apostoli - Gli Apostoli e i Discepoli erano tutti turbati e sconvolti per la Resurrezione di Cristo e non sapevano persuadersi di questo fatto prodigioso. Desideravano credere a quelli che dicevano di averlo veduto, ma erano sempre tìtubanti e incerti. Spesso si riunivano nella stanza dove era stata celebrata l'Ultima Cena e vi si chiudevano dentro per paura dei Giudei. In una di queste riunioni, mentre stavano discutendo, apparve in mezzo a loro Gesù, che li salutò, dicendo: « Pace a voi! », 
Gli uomini, sbigottiti, non volevano credere ai loro occhi e pensavano a un fantasma. Gesù, che leggeva nei loro cuori, disse: 
« Perchè vi siete turbati? Guardate le mie mani, guardate i miei piedi. Uno spirito non ha nè carne nè ossa ». Poi, per convincerli 
ancora di più della Sua presenza, chiese da mangiare. Gli portarono un pesce arrosto e un favo di miele, e soltanto allora,
veden
dolo mangiare, gli Apostoli furono veramente convinti e non stavano più in sè dalla gioia. Gesù allora, disse: « Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo, chi poi non crederà, sarà condannato », 
Detto questo, disparve agli occhi dei presenti. Con queste parole, Egli conferiva agli Apostoli quella missione divina che do- 
veva poi trasmettersi ai Sacerdoti di tutto il mondo. 
Fra gli Apostoli, in quel momento, non c'era Tommaso che, quando arrivò, non volle credere a quello che gli riferirono gli altri.
E diceva: « Se io non metterò il mio dito nei fori dei chiodi 
e nella piaga del costato, non potrò credere che Gesù sia risorto », 
Otto giorni dopo, gli Apostoli erano ancora tutti insieme.
Le 
feste pasquali degli Ebrei erano finite e i pellegrini erano in procinto di tornare ai loro paesi. Anche gli Apostoli dovevano tornare 
in Galilea. Tommaso era con loro, ma ormai umile e remissivo e quindi meritevole di riconoscere finalmente Gesù. Ed ecco Gesù 
apparire in mezzo ai suoi. Volto a Tommaso, Egli disse: « Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani. Metti le tue mani nel mio 
costato e tocca la piaga », 
Tommaso, a cui finalmente si erano aperti gli occhi, cadde in ginocchio, esclamando: « Mio Signore e mio Dio! », Gesù, allora, 
replicò con dolcezza: « Tu credi perchè hai veduto. Ma beati quelli che credono senza vedere », 
Noi crediamo senza vedere, crediamo in Gesù Cristo e nella fede che Egli ci ha insegnato; crediamo perchè abbiamo fede.
La 
fede è una grazia di Dio. Ma, per meritare questo gran dono, occorre essere umili e pregare. Soltanto allora Dio ci concederà la 
grazia della fede che salverà la nostra anima e la porterà in Paradiso.


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