Poesia di Vincenzo Padula
All'amabile C. C.
Come al tempo genti! di primavera
susurran mattutine aure amorose,
la placida scuotendo ala leggera
sul fresco olente praticel di rose:
simili le tue voci armonïose
suonano in bocca assai più lusinghiera,
ove par che incantando, aura si posa
di vezzi e grazie vergini una schiera:
e come ergonsi liete in su lo stelo
quelle dell'aure al genïal favore,
il seno aprendo ai dolci rai del cielo,
così si desta ancor l'egro mio core,
e di mestizia dispogliando il velo,
apresi alla speranza ed all'amore.
