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Poesia di Vincenzo Padula
Alla signora Irene Valia nel suo onomastico

A te, che chiudi sotto chiome bionde
maturo senno e generosa mente,
a te, su la cui fronte a l'ala ardente
del Genio la sua bianca Amor confonde;
a te, il cui dotto e roseo labbro effonde
di sermoni diversi il suon fuggente,
e chi ti ascolta dubbio fai sovente
se anche d'anime un coro in te s’asconde;
a te, che bella come Palla e fiera,
ad alti studi intendi, e protettrice
sei d'ogni ingegno e d'ogni gloria vera,
ardo incensi, offro voti al dì felice
del tuo bel nome, e sappi che l'intera
riconoscenza mia labbro non dice.

5 aprile 1854