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Palazzo Tasca
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Un nugolo di bulli

Correvo scendendo giù a precipizio
lungo la via Mauceri, e dietro di me
un nugolo di bulli inseguitori
a cui non volevo mai sottomettermi,
fino a raggiungere il gran portone,
sempre aperto, del palazzo Tasca
dove non osavano entrare.
Ero così allenato a quella corsa
che con somma incoscienza,
talvolta, la ripetevo spingendo
avanti la carrozzina con dentro
le due sorelline gemelle, che sembravano
godere di quella ebbrezza inusitata.
Tutto finì il giorno in cui fui punito
e andai nel luogo solitario che più amavo,
vicino alla stazione e ai magazzini
delle carrube.
Emanavano nell'aria un odore aspro
e dolciastro che mi inebriava
e mi faceva sognare non so quali
viaggi per città lontane e sconosciute,
guardando verso la curva dove tra gli oleandri
si perdevano i binari.
Forse quel fanciullo che ero, è rimasto
ancora là!

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