Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Un luogo visitai
Un luogo visitai, non l'ho più
nella mia mente.
Non rammento più dov'è,
so soltanto che la via è
per una montagna impervia
dove crescono aceri e roveri
e un rivo scorre stillante
da una piccola bocca d'una roccia.
Di lontano sentivo un canto religioso.
Sì, doveva essere un santuario!
Non so proprio se è vero o l'ho sognato
o forse è frutto della gentile senilità.
Nessuno potrà sciogliermi il dilemma.
Ma che importa?
Quel luogo non è affatto perso,
ce l'ho nel cuore, mi chiama, mi sollecita.
E allora ogni mattino, mi figuro
un cammino che mi strappa a un presente
inconcludente. In un momento è pronto
il mio appostamento per cogliere
il primo raggio di sole sul fiore di un evento,
che fu nel mio passato, incentivo
a recidere la spina d'un tormento vivo
e, forse, il segno di una grazia insperata
che quale saldo cristallo ancora è luce non crettata.
