Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Spesso fra le tue braccia, sera
Spesso fra le tue braccia, sera
rammentavo il terremoto della città
antica, enumerando i crolli in dettaglio
e i rantoli polverosi di coloro a cui
la morte aveva aperto le vene
all'orribile travaglio.
Un sorso d'aria bastava a snebbiarmi
la mente, ma il cuore, no! Anzi
si dilatava tanto da alzarsi in volo
tra le nuvole, come un palloncino
sfuggito dalle mani di un bimbo.
Nella corte costellata di sassi
era già rissa tra i ragazzi.
L'odore di fritti indorava l'aria,
umiliavano i muri calcinati di fresco
graffiti di cuori e scritti d'amore.
Là una sera d'ottobre, dietro il portone
di via Mauceri, scorsi lei che si baciava
con un ragazzo. Scappai via, strappando
dal cuore le note del suo pianoforte
che di giorno giungevano nella mia stanza
dalla finestra aperta del primo piano.
