Poesia di Vincenzo Fiaschitello
S'impavesa il cipresso
Di tiepida luce s'impavesa
il cipresso del mio giardino
e su di noi la sua lunga ombra
stende. Con te amo donneare
sui tempi inceneriti, sui vili
e sugli eroi, su chi è partito
e su chi ancora resta, su quel
che fa temere questa nostra
ultima esistenza.
Passate gioie, passati giorni
sepolti ormai in umide sabbie.
Sapevi di me e ti chiedo scusa
per la doppia mia natura: dolce
avrei voluto essere, brusco
e ruvido mi sono sempre ritrovato
e più amaro e triste.
Sul finire dell'avvenire fiori
non chiediamo né lacrime,
ma pensieri e desideri di luce.
A sera una virgola di luna
s'impernia bruna sul cielo
di questo inverno tra i lontani
monti oscuri e i suoi mille tratturi.
