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ricordi
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Rottami

Chiami affettuosamente,
rottami,
i ricordi che emergono
dal nulla della nebbia del tempo,
dal silenzio grigio e oleoso,
dal tumultuoso abisso
che qualcuno si ostina ancora
a chiamare inconscio.
E tu, quando nel pensiero
raccogli questi avanzi lontani
della tua vita,
perfino gli odori senti
e i rumori che li accompagnavano.
Diresti che non sono rottami,
ma cose che sanno ancora di te,
della gioia del vivere di allora,
dell'ansia festosa di un avvenire
che sembrava a lungo tardare.
Ma come chiamare rottame
quel sorriso che si stampò un giorno
sulla pergamena di rosse labbra?
Ancora oggi intonano un canto
che crivella il cuore di nostalgia
per un tempo liquefatto come zolletta
di zucchero nella tazzina di caffè.

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