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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Ora che fatta d'aria sei

Anche a te, madre, toccò un pezzo della bianca
tela del paracadute dell'americano che seppelliste
senza scarpe sotto il mandorlo già fiorito in pieno
inverno. Con quanta grazia cucisti la tua camicetta
che portasti a lungo nel dopoguerra : il tuo pensiero
sempre correva a quel fazzoletto di terra che coprì
il viso del soldato ragazzo dai bei capelli biondi.
Non mancava mai la tua preghiera per lui e la sua
mamma che invano attese di là dall'oceano.
Pietosa mano aveva posto una croce e un nome
e, quando fu portato altrove nel cimitero dei suoi
commilitoni, qualcuno sulla scorza del mandorlo
una tavoletta inchiodò su cui incise un cerchio
e un gabbiano in volo. Mai più nessuno mangiò il frutto
di quell'albero dal ricordo di un dolore segnato.
Ora che fatta d'aria sei come lui, rammento
quel tempo e mi domando chi dopo di noi, quando
la morte batterà sulla mia fronte e anch'io sarò
bolla d'aria, chi raccoglierà quel pallido ricordo?
Cadranno sempre le ore come pietre sui cuori
della gente che verrà, la stessa luna che noi
abbiamo contemplato tornerà a biancheggiare
sul mandorlo della memoria, il cielo tornerà
a colorirsi all'alba, sorgendo dal buio e dal silenzio...
Tutto sarà come prima, nulla uguale sarà!